Grotta Marelli

La grotta Marelli è la più nota delle cavità del Monte Campo dei Fiori (ne sono state censite circa 130) ed il suo primo tratto è percorribile in sicurezza (accompagnati da guide e con una attrezzatura semplice ma adeguata). L'ingresso si apre all'interno del giardino del Grande Albergo Campo Dei Fiori, pregevole esempio di architettura Liberty ora in decadimento. Negli anni venti la grotta veniva utilizzata come pertinenza dell'albergo a guisa di cantina. E' situata a 1027 metri di altezza e la formazione rocciose attraversata da numerose canalizzazioni, è rappresentata prevalentemente dal calcare selcifero lombardo(foto 1). Questa particolare roccia ha la caratteristica di aver al suo interno noduli di selce ben evidenziati in quanto più resistenti all'erosione della componente calcarea. Caratteristica per certi aspetti simile alla formazione maiolica/selce(foto 2) (non presente nel sito specifico). Sono infatti entrambe rocce sedimentarie organogene, costituite cioè dai resti di esseri viventi e delle loro attività litificati attraverso un processo di cementazione. Questi resti di organismi pelagici dovevano essere di due tipi: alcuni a composizione carbonatica, altri più ricchi in silice. Queste rocce posseggono entrambe un grado di permeabilità elevato mentre molto distanti sono le rispettive ere geologiche di formazione. Nella grotta si registra una temperatura costante di 9° ed una umidità del 99%, l'acqua che vi percola ha un pH di 8.1 e una durezza di 29,6. Al suo interno, oltre alle concrezioni classiche, (stalattiti e stalagmiti), si incontrano piccole formazioni coralloidi dette a rametto di cavolfiore. La grotta si sviluppa inizialmente lungo una frattura verticale (alta e relativamente stretta) e prosegue poi lungo un passaggio tra strati paralleli (basso e relativamente largo). Gli strati calcarei, deformati dalle pressioni tettoni che, risultano inclinati verso valle, adducono quindi l'acqua che vi scorre verso il Lago di Varese.

(foto 1)calcareselcifero (foto 2)maiolica con selce