CASTELLI E FORTIFICAZIONI IN AREA VARESINA
PAGINA INIZIALE |
|
Il castelloin generale:
|
-STORIA-CRONOLOGIACenni storici Angera, la più nota terra fortificata
dellarea varesina, domina il bacino inferiore del Verbano. Prima del XIII secolo la storia della rocca
di Angera risulta difficilmente ricostruibile a causa della mancanza di notizie organiche.
Una cosa certa è la presenza di accampamenti romani (castrum) a partire dal I secolo a.C., documentata
dalla scoperta di diverse necropoli.
Dal I al X secolo d.C. conosciamo solo tre
date precise. Nel 411 i visigoti, guidati da Atarico e da Ataulfo, invadono e distruggono
Milano con i territori circostanti, tra cui anche Angera e il suo castrum. Nel 493 il feudo di Angera viene ceduto
allarcivescovo Teodosio. Nel 539
unaltra invasione, quella dei Franchi, distrugge nuovamente il piccolo feudo di Angera. Attorno al IX secolo si inizia a costruire
la rocca sui resti del castrum romano. Nel X secolo Stazzona viene contesa
da diverse famiglie del partito arduinico, tra cui quella del conte Sigifredo. Le circostanze che portarono allacquisto del
castello di Angera da parte degli arcivescovi
milanesi non sono del tutto chiare.
Allinizio del 1200 larcivescovo Algisio controllava una buona parte dei
territori del Verbano e i punti strategici per il controllo di traffici sul lago. Gli
eventi successivi allelezione di Ottone I Visconti alla cattedra milanese (1262)
confermarono la superiorità indiscussa detenuta dalla regione del Verbano tra i beni
della Chiesa ambrosiana. Goffredo da Langosco, capo delle forze
viscontee, occupò Arona nel 1276 e lì venne raggiunto da molti sostenitori di Ottone. A
poca distanza dal castello, presso il ruscello Guassera, le forze di Langosco furono
sconfitte e la rocca venne probabilmente
danneggiata. Ottone, dopo aver capovolto la situazione con la battaglia di Desio (1277),
divenne signore di Milano e per accrescere il proprio potere fece ricostruire la rocca di
Angera. Pare che negli anni successivi al 1308,
Guido Della Torre, capitano del popolo, si fosse impossessato della rocca di Angera. Pur
facendo parte dei beni della Mensa arcivescovile, la rocca era di fatto considerata dai
Visconti una proprietà privata. Nel documento di scomunica dellarcivescovo Cassone
Della Torre a Matteo Visconti (1314), tra i capi daccusa figura infatti quello di
aver occupato illegalmente la rocca. Nel 1342 Giovanni Visconti diventa
arcivescovo di Milano, ricostituendo lunità del potere spirituale e il legittimo
possesso dei beni ecclesiastici. In seguito viene nominato arcivescovo Roberto Visconti e
dopo la sua morte avviene il definitivo passaggio della rocca nelle mani della famiglia
Visconti. Nel 1384 Caterina Visconti, moglie di Gian Galeazzo, otterrà da Clemente VII la rocca di Angera, chiudendo così
definitivamente la lunga appartenenza del fortilizio alla Mensa arcivescovile milanese. Con lacquisizione del possesso del
territorio, Gian Galeazzo si fece concedere, nel 1397, anche il titolo di conte
dAngera. Angera, soppiantata come porto da Arona,
aveva intanto iniziato a decadere. Alla fine della signoria viscontea sul ducato di
Milano, anche la rocca passa ad altre mani: nel 1449 la comunità della Repubblica
ambrosiana la vende a Vitaliano Borromeo. Nel XVI secolo la rocca assiste alla guerra
tra francesi e spagnoli. Nel 1636 la guarnigione della rocca prende parte alla battaglia
di Tornavento. Nel 1745 viene introdotto il gigantesco
torchio che ancora si ammira sotto la tettoia, poco distante dalla porta principale.
Questo strumento, oltre che ad essere usato dalla famiglia Borromeo, veniva affittato ai
contadini della zona. Allinizio dell'Ottocento i francesi
demoliscono la rocca di Arona, ma quella di Angera subisce solo pochi danni. Durante la seconda guerra mondiale la rocca
viene danneggiata dai bombardamenti. La rocca, ancora oggi proprietà della nobile famiglia Borromeo, ha subito recenti lavori di restauro ed è visitabile da marzo ad ottobre, tutti i giorni, dalle ore 9.00 alle 17.30.
Cronologia essenziale |