CASTELLI E FORTIFICAZIONI IN AREA VARESINA
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Il castelloin generale:
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ARCHITETTURA DELLA ROCCA
La costruzione della maggior torre castellana è da
collocare agli inizi del XIII secolo, sui resti di unaltra preesistente. Di base quadrata, essa mostra un parametro murario di
grande regolarità, le cui mura furono finemente lavorate alla martellina (piccolo
martelletto). Le aperture originarie sono piccole, con arco a pieno
centro, salvo le quattro più alte. La torre si conclude con tre larghi merli per lato. Come al solito, nelle costruzioni medievali la porta
principale era posta a notevole altezza dal terreno e vi si arrivava mediante una scala
esterna. Allaltezza del primo piano sporgeva nel vuoto un ballatoio coperto e
probabilmente chiuso. Al di sopra del
primo piano ve ne erano altri tre; lultimo era, come oggi, coperto da una cupola di
mattoni. Anche dallaltezza del secondo piano, ma dal lato opposto, sporgeva un
ballatoio. Si venne intanto
formando lattuale ampio perimetro murario il cui basamento risulta tessuto con
ciottoli e blocchi squadrati di sterrizzo. Più a nord sorgeva lingresso principale;
lo proteggeva un ampio fossato che poteva essere attraversato mediante un ponte
retrattile; sul fondo era posto il portone dingresso, ora murato.
Ai due piani fuori
terra corrispondevano due ordini di grandi finestre: forse cinque al piano rialzato, La costruzione del
palazzo portò alla distruzione della scala che dava accesso alla torre. Il palazzo, come la
vicina torre, doveva essere scoperto; solo in seguito si pensò di proteggerlo con un
tetto: i merli vennero sovralzati e la rampa esterna della sala riportata sottotetto. Anche al piano
terreno vi doveva essere un solo grande vano,
coperto con travi in legno. Agli inizi del
Trecento era singolare la struttura, con archi trasversali ribassati, gettati fra
luna e laltra delle due pareti longitudinali; non si riesce ad immaginare come
fosse superata lingente spinta laterale. Fu accortamente sfruttato il dislivello tra due estremi dellala, ricavando il seminterrato delle cucine verso ovest ed un ampio porticato terreno ad est. Gli elementi stilistici ancor rilevabili sono coevi alla prima metà del XIV secolo: porta a pieno arco, portone dingresso alla corte nobile, coppia di archi ogivali nel passaggi verso la corte, sagoma degli archi traversi, tracce delle aperture al primo piano; seppur rimaneggiate sono ancora rilevabili le finestre ad arco ribassato. Attorno al 1350 si
sovralzò lintero corpo meridionale; ciò fu reso necessario dallesigenza di
accesso diretto per lultimo piano della torre. Le due grandi aperture sulla testata
hanno infatti una foggia confrontabile a quella delle aperture meridionali al piano
inferiore, con ampi contorni e archi ribassati. Il palazzotto subì
alterazioni ben maggiori verso il 1370; furono abbassati sia il piano rialzato che il
primo, il cui soffitto tagliò a metà le grandi finestre, che furono chiuse. Le nuove
aperture, molto più piccole, dovevano trovarsi nella stessa posizione delle odierne. La torre è
caratterizzata da una parte esterna ogivale, mentre quella interna è coronata da arco a
pieno centro. Di sapore arcaico appaiono i contorni. Forse dello stesso
periodo, o di quello immediatamente successivo, è il rialzo della cerchia verso nord, con
nuovo camminamento e merlatura ghibellina; assai più tarda la torre angolare
allestremo nord, per chiari segni addossata al muro preesistente.
Singolare, è da
ultimo, linterrogativo posto sullesistenza del cosiddetto pozzo di Rolando;
esso è posto fuori delle mura, allestremo spigolo nord, entro una torricciuola di
certo rifatta. Vi si accede dallinterno della Rocca, mediante un cunicolo in
discesa, quasi interamente sotterraneo, che sottopassa le mura.
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