CASTELLI E FORTIFICAZIONI IN AREA VARESINA

Rocca d'Angera
La rocca d'Orino
Castello di Masnago (Varese)

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Il castello

in generale:

 

Il fenomeno dell' incastellamento       

 

I castelli dell'area varesina 

 

La vita nel castello

 

Il castello inglese

 

Glossario

 

Bibliografia

 

Sitografia                                 

 

 

DOPO I COTTA

Nel 1728 Pietro Cotta cedette il feudo di Valcuvia ed attorno agli stessi anni provvide ad alienare le proprietà in Valle. La Rocca passò così a famiglie locali: prima ai Corti, poi ai Bonaria, indi ai Clivio. Dal "catastrino" del 1757 apprendiamo che la Rocca era divenuta di proprietà di un Pietro Maria Curti o Corti.

L'area verso Est, dove sta la torre di Nord-Est, censita come "castagneto", attor­no al 1860 apparteneva a Rosa Giovannoni e  poi, per successione, a Margherita, Lorenzo, Giuseppe e Cesare Moia.

Agli inizi del Novecento la proprietà della Rocca, già suddivisa in tanti proprietari, venne riunita dalla famiglia Moia: Lorenzo, figlio di Andrea, acquistò nell'agosto 1905 il mappale 1723 da Domenico Bonaria. Agli inizi del secolo i Moia dovettero iniziare i primi importanti lavori di ripristino con la ricostruzione della torre di Nord-Est e della recinzione,  rispettando sostanzialmente l'antico tracciato della stessa. Quindi il 20 gennaio 1913, venne acquistata, attraverso don Cesare Moia, allora parroco di Gemonio, con atto rogato Quaglia, dal notaio gemoniese Massimo Sangalli, che fece completare i lavori di restauro.

111-1141_IMG.JPG (1082108 byte)I lavori di restauro effettuati ebbero il pregio di impedire la totale rovina del maniero e, nel complesso, sembra siano stati condotti in modo da non alterare in modo determinante l'antica struttura: probabilmente la parte più modificata dal restauro fu quella Ovest del mastio. Il notaio Sangalli ricorda ancora: “Negli anni Trenta nel recinto erano alcuni vetusti e bei castagni e degli abeti, poi abbattuti negli anni del secondo dopoguerra: il mio ricordo è confortato dalle cartoline di quegli anni in cui si vedono le alte fronde dei grandi alberi emergere e sovrastare il recinto. All'epoca della battaglia partigiana del monte San Martino il castello ven­ne presidiato da truppe dell'esercito della Repubblica di Salò; abbia­mo anche raccolto voci (sorelle Margherini di Azzio) di un importante personaggio del Regime nascosto nel castello per un certo periodo in quella burrascosa epoca, ma senza riuscire a saperne di più”.

La Rocca appartenne al Sangalli sino al secondo dopoguerra. Va detto che durante il periodo della seconda guerra mondiale e nel relativo dopoguerra la Rocca venne praticamente abbandonata e trascurata, prima per la durez­za dei tempi poi per i frequenti cambi di proprietà. Per l'acquisto i coniugi Mascioni si avvalsero dell'assistenza dell'amico cittigliese geometra Masciocchi, altro111-1142_IMG.JPG (929212 byte) appassionato della no­stra rocca, e l'atto, rogato dal notaio Luciano Zito, venne firmato il 16 no­vembre 1974. Perfezionato l'acquisto, la signora Mascioni ha iniziato, un importante lavoro di intelligente restauro, di studio e di rivalutazione dell'antica fortezza,che sta proseguendo da anni con notevole passione e impegno.

Il recinto della rocca, ripulito dagli arbusti che lo avevano invaso, viene ora gentilmente messo a disposizione dalla proprietà per manifestazioni benefiche, culturali e per concerti.

Anche noi ringriaziamo sentitamente la signora Mascioni, per averci permesso di visitare la Rocca.