CASTELLI  E FORTIFICAZIONI IN AREA VARESINA

 

Rocca di Orino
Rocca di Angera
Castello di Masnago (Varese)

   

PAGINA INIZIALE

 

IL CASTELLO IN GENERALE:

 

Il fenomeno dell'incastellamento

 

I castelli dell'area varesina

 

La vita nel castello

 

Il castello Inglese

 

Glossario

 

Bibliografia

 

Sitografia

 

Incontro con il dott. Marco Tamborini

"Evoluzione tipologica dei castelli"

 

EVOLUZIONE TIPOLOGICA DEL CASTELLO MEDIEVALE

Il dottor Marco Tamborini, rappresentante nella provincia di Varese dell’"Istituto Italiano sui castelli" ed autore di molti studi, ha così esordito:”Mi interesso di castelli da molto tempo ed inoltre faccio parte del Consiglio Scientifico Nazionale dei Castelli; essendo varesino mi occupo delle presenze fortificate nel nostro territorio; definirei il castello uno degli elementi caratteristici del panorama edilizio del Medioevo.”

Nella storia del recente passato il castello non viene particolarmente considerato, nonostante sia uno dei principali edifici medievali. Tuttavia negli ultimi vent'anni vi è stato un avvicinamento importante al periodo storico medievale, ove il castello rappresentava la vita laica.

Il castello assume un’importanza rilevante, quando l’Italia viene invasa dai barbari; infatti ci fu la necessità di costruire fortificazioni per garantire rifugi alla popolazione.

In seguito (verso il X secolo) si verifica il passaggio da uno scopo militare a uno strettamente politico-signorile del castello, ove il principe ora vive con una maggior tranquillità economica, sociale e politica.

La tecnica costruttiva del castello militare subisce una grande e significativa svolta nel Cinquecento, mentre la fortezza signorile perde sempre più gli aspetti difensivi per diventare un palazzo signorile e quindi una vera e propria villa.

Per quanto concerne le fortificazioni nella provincia di Varese, zona di passaggio fra le Alpi e la Pianura Padana, va ricordato innanzitutto che molti definivano Bellinzona “la Porta d’Italia” e ciò ha fatto sì che il territorio varesino avesse fin dall’epoca tardo antica una vasta esemplificazione di strutture fortificate, alla maggior parte delle quali viene attribuito un uso difensivo o di attacco.

Oggi, di una grandissima quantità di castelli rimangono solo ruderi, a causa di abbandono, distruzione o modifica d’uso.

Al secondo motivo può essere ricondotto. ad esempio, l’attuale stato di conservazione della Rocca di Orino: essa ha mantenuto gli elementi originali di una fortezza, ma in seguito, per cause belliche, è stata ridotta a un rudere. Diversa è la tipologia del castello di Masnago, che ha subito molte trasformazioni; infatti nel ‘400 era una residenza signorile, nel ‘500 ha subito una ristrutturazione ed infine nel ‘600-‘800 è diventata una villa.

Tuttavia vi sono anche alcuni castelli che ancora oggi si possono definire tali: è il caso della Rocca di Angera.

Noi abbiamo l’ idea - ha sostenuto il dott.Tamborini - che la provincia di Varese sia caratterizzato da ville, giardini, sacri monti: tutto questo ha una ragione di evoluzione sociale del nostro territorio più legata al Cinquecento-Seicento; ma l’evoluzione storica precedente ha lasciato sul territorio molteplici esemplificazioni di castelli.

Il castello ha subito delle variazioni così diverse da creare dei problemi nello studio della loro evoluzione. Le fortificazioni varesine hanno uno spettro di tipologie che ci ricordano il periodo tardo romano, fino all’evoluzione di castelli di difesa attorno al 1000, all’evoluzione signorile quando il territorio viene gestito da signori feudali fino a giungere al Trecento-Quattrocento con la nascita delle residenze nobiliari delle importati famiglie dei Visconti, dei Castiglioni, dei Bossi, dei Besozzi…

Nella seconda parte della sua relazione il dottor Tamborini si è soffermato soprattutto sulle metodologie inerenti allo studio dei castelli. Ha descritto le diverse fasi storiche ed architettoniche, assieme alle modalità per risalire alla datazione e all’accostamento di riferimenti cronologici ad elementi architettonici del castello. Questo lavoro è maggiormente complicato dal fatto che nel Medioevo i castelli, abitati da enti religiosi, non tenevano in considerazione l’archivio familiare.

Lo studio del castello è uno dei casi dove è necessaria la ricerca interdisciplinare:

la topografia che permette di ricavare informazioni attraverso le mappe;

l'iconografia che aiuta a scoprire come era in origine l’aspetto di un castello;

le tradizioni orali;

la toponomastica che aiuta a creare un mosaico attraverso lo studio dei nomi;

l'archeologia che aiuta a datare il castello attraverso il ritrovamento di resti (Castel Seprio);

le analisi di laboratorio, che sono divenute utilissime in molti casi, per esempio per la datazione del castello di Velate (XII sec.).le analisi di laboratorio, che sono divenute utilissime in molti casi, per esempio per la datazione del castello di Velate ( XII sec.).

Nel complesso questa esperienza è stata positiva ed istruttiva perché ha fatto conoscere vari aspetti storici dei monumenti che vi sono nella nostra provincia, in particolare siamo rimasti colpiti dalla lunga evoluzione che li ha resi così famosi.