CASTELLI E FORTIFICAZIONI IN AREA VARESINA
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Il castelloin generale:
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I DIVERTIMENTI La vita nel medioevo non era solo chiesa,
politica e guerra, vi erano anche feste e passatempi. Durante il giorno i nobili andavano a caccia
di cervi o cinghiali coi cani, mentre col falcone cacciavano uccelli e lepri. Questa era
il divertimento preferito dei nobili, uomini e donne, e solo a loro era concesso. La sera a cena a volte ci si divertiva con
musici e trovatori itineranti oppure giocando a scacchi o a dadi. Se vi era nei paraggi
una compagnia di teatro, essa poteva essere invitata a recitare nel cortile del castello,
più per divertire la servitù che per i signori, dato che la Chiesa condannava il teatro
come disdicevole, a meno che non rappresentasse episodi del Vangelo o della Bibbia. Però
la professione dell'attore era considerata infamante ed equiparata alla prostituzione.
Nelle belle giornate festive popolo e nobili si divertivano anche a giocare con palla e
bastoni, una specie di hockey sul prato antistante le mura. Nelle grandi festività il signore concedeva
la chiesa del castello ai suoi dipendenti come locale per danzare e far musica, pratica
questa che la gerarchia ecclesiastica non vedeva di buon occhio. Ma la grande passione del
medioevo era il torneo! Era
nella Giostra o Torneo che i cavalieri provavano la loro abilità e coraggio sotto gli
occhi di languide fanciulle e gente eccitata che scommetteva su di loro. Nati come
addestramento militare, i tornei si trasformarono in breve in un modo legale di dirimere
dispute o sfogare odi e rancori. Prima del XIII secolo lo scontro tra cavalieri era libero
e si giungeva a vere battaglie in campo aperto che coinvolgevano decine di contendenti in
una zuffa sanguinosa; vi erano molti morti (anche 60 in una sola competizione!) e questo
spinse il papa
Lo spazio
recintato in cui si teneva il torneo era chiamato "Lizza"; il cavaliere che si
comportava in modo poco valoroso o sleale cadeva in disgrazia. Si vinceva il torneo
disarcionando il nemico, o si guadagnava punteggio spezzando la punta della lancia sullo
scudo avversario, a volte si proseguiva il combattimento a piedi con spada o mazza
cercando di disarmare o far cadere all'indietro il rivale. Nonostante regole, armature e
imbottiture, i morti ed i feriti continuarono ad essere numerosi. |