CASTELLI E FORTIFICAZIONI IN AREA VARESINA

Rocca d'Angera
La rocca d'Orino
Castello di Masnago (Varese)

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Il castello

in generale:

 

Il fenomeno dell' incastellamento       

 

I castelli dell'area varesina 

 

La vita nel castello

 

Il castello inglese

 

Glossario

 

Bibliografia

 

Sitografia                                 

 

 

LE OCCUPAZIONI POMERIDIANE

Le occupazioni pomeridiane del nobile signore sono, di solito, meno impegnative di quelle del mattino.Terminato il pranzo, egli riposa, oppure indugia con i famigliari e gli ospiti nel giardino annesso al castello, gioca a carte, a dama, a scacchi, va a fare un giro nel villaggio, oppure va a caccia.

In determinati giorni il signore si dedica all'amministrazione della giustizia. Già sappiamo che i feudatari hanno il diritto di giudicare i loro vassalli ed i loro servi; alcuni hanno competenza soltanto nelle cause di minor gravità, altri hanno il cosiddetto diritto di "alta giustizia", possono cioè infliggere anche la pena capitale.

Quando deve giudicare degli uomini liberi, generalmente il signore non agisce da solo, ma si fa assistere da una "corte" o assemblea formata da uomini liberi; se invece si tratta di un servo, decide lui stesso, oppure si fa rappresentare dal suo "siniscalco".

Per svolgere il suo compito di giudice, il signore si basa su leggi scritte, oppure si affida alla consuetudine, alla tradizione orale.

Decidere della innocenza o della colpevolezza di una persona, si fa spesso ricorso al duello ; a tale prova, però, possono sottoporsi solo gli uomini liberi, ai quali è concesso anche di farsi sostituire da "campioni" o spadaccini di mestiere; i servi, invece, vengono generalmente sottoposti all'ordalia, un'usanza di origine barbarica, che consiste nell’affrontare pericolose prove di resistenza fisica: chi rimane leso, ha torto.

Le pene sono di solito molto severe, specie nei casi di violazione del diritto di proprietà.

La fustigazione con le verghe, la mutilazione di parti del corpo sono di uso comune.

La giornata al castello si conclude con la cena, molto simile al pranzo, ma di proporzioni assai più modeste; tutta la famiglia si riunisce intorno al camino, dove ardono grossi ceppi.

I bagliori della fiamma si riflettono danzando sulle pareti, la luce delle candele crea nella vasta sala un’atmosfera intima, raccolta: è l’ora in cui i pellegrini ed i viandanti, che l’ospitale dimora del signore ha raccolto durante il giorno, si mettono  a raccontare le vicende avventurose dei loro viaggi.

Con loro un po’ del vasto mondo entra nella sala del castello; poi, ancora una volta, il menestrello arpeggia una soave melodia.

Il silenzio scende sugli uomini e sulle cose.

Il signore si è fatto consegnare il mazzo delle chiavi, ha controllato che il ponte levatoio sia stato alzato, che tutte le candele e le torce siano spente.

Nell’oscurità solo la vedetta vigila, insonne, sulla torre più alta del castello.